Tre vette soltanto. Sono più che sufficienti.
Il North si svolge interamente nella Val Serenaia, l’anfiteatro più alpino delle Apuane, e mette in fila il Pizzo d’Uccello, il Monte Grondilice e il Monte Pisanino: la montagna più verticale, la più solitaria e la più alta dell’intera catena.
Diciamolo subito, perché è la cosa più utile che possiamo scrivere in questa pagina: è il circuito più impegnativo di Apuan Peaks, Extreme compreso. L’Extreme è più lungo, questo è più difficile. Sono due cose diverse e richiedono preparazioni diverse.
Come si sviluppa la giornata
-
1Pizzo d’Uccello 1.781 m
Si comincia dal Pizzo d’Uccello, il Cervino delle Apuane: settecento metri di parete nord che si vedono da lontano e che con questo circuito non c’entrano nulla — si sale per la via normale. Che resta comunque un percorso da escursionisti esperti, con tratti esposti e roccia da maneggiare con rispetto. È la prima vetta ed è già una dichiarazione d’intenti.
-
2Monte Grondilice 1.805 m
Si prosegue sul Grondilice, per una cresta lunga in un ambiente dove è del tutto normale non incontrare nessuno per un’intera giornata. È il tratto che accumula più stanchezza senza farsi notare: il ritmo è irregolare, il terreno alterna erba ripida e roccia, e l’orientamento richiede attenzione costante.
-
3Monte Pisanino 1.946 m
Si chiude con il Pisanino, millenovecentoquarantasei metri, il tetto delle Apuane. La salita dalla Foce di Cardeto è ripida, con canali detritici e tratti di roccia, e arriva a fine giornata: è questa combinazione, più della difficoltà tecnica in sé, a rendere il North quello che è. Dalla cima si vede l’intera catena fino al mare, ed è una ricompensa che vale tutto il resto.
Il terreno
Qui il terreno cambia natura rispetto agli altri circuiti. Si passa su canali detritici, cenge, tratti in cui le mani servono davvero. Le pietre si muovono: se sei in gruppo, procedete vicini o sfalsati, mai uno sopra l’altro sulla stessa linea.
L’erba ripida bagnata è più insidiosa della roccia, e in una salita che comincia presto con la rugiada è una condizione da mettere in conto.
L’orientamento non è mai scontato. La Val Serenaia trattiene le nuvole anche quando sulla costa è sereno, e la nebbia qui cancella i riferimenti in pochi minuti.
Il fattore isolamento
È il punto che distingue davvero questo circuito. Nessuno passa a dare una mano, la copertura telefonica è discontinua e il soccorso, se serve, arriva lento.
Questo cambia il modo in cui vanno prese le decisioni. Un problema che sulla Pania della Croce si risolve chiedendo aiuto a chi passa, qui va risolto da soli. Significa margini più ampi, orari più conservativi, e la disponibilità a rinunciare molto prima di quanto faresti altrove.
Installa Georesq o Where ARE U prima di partire, e lascia detto a qualcuno il percorso e l’ora prevista di rientro. Su questo circuito non è un consiglio di forma.
Quando farlo
- Gen
- Feb
- Mar
- Apr
- Mag
- Giu
- Lug
- Ago
- Set
- Ott
- Nov
- Dic
- Il periodo migliore
- La finestra utile
- Da metà giugno
- Nevai o giornate troppo corte
La finestra è stretta: da metà giugno a fine settembre. Prima, i nevai nei canali del Pisanino richiedono attrezzatura e tecnica alpinistica; dopo, le giornate non bastano più e il primo maltempo autunnale quassù è una cosa seria.
Il periodo migliore è luglio, per le ore di luce disponibili — che su questo circuito sono la risorsa più preziosa.
Cosa serve
Se dovessimo dire una cosa sola
Se non hai mai camminato su terreno di questo tipo, non cominciare da qui.
Fai il South, fai il Center, torna. E se puoi, fatti accompagnare la prima volta da qualcuno che la Val Serenaia la conosce: non c’è nessuna vergogna, e c’è parecchio da imparare.

